posa di guaina ardesiata per impermeabilizzazione delle terrazze - norme uni di riferimento

La posa delle impermeabilizzazione mediante guaina ardesiata è regolata dalla norma EN 13707 “impermeabilizzazione di coperture”.

 I lavori di impermeabilizzazione con guaine devono essere eseguiti su supporti asciutti, puliti ed esenti da polveri. Deve essere evitata la posa in caso di pioggia, neve, nebbia intensa e comunque quando la temperatura esterna è inferiore a 5° C in quanto queste condizioni ambientali possono interferire nell’adesione della membrana ai supporti da impermeabilizzare (formazione di rigonfiamenti, bolle, ecc.). Analogamente nella stagione estiva, sarebbe opportuno evitare la posa durante le ore dove l’insolazione è maggiore.

La  posa in “Totale Aderenza” di una membrana in bitume modificato rappresenta la tecnica di posa che rende la membrana impermeabilizzante aderente al supporto per la totalità della sua superficie tramite il totale incollaggio a caldo con l’utilizzo di fiamma generata da bruciatore a gas propano.

Questa tecnica di posa si utilizza senza fissaggio meccanico su supporti con mobilità limitata e fino a pendenze del 40% su coperture senza isolamento termico e fino a pendenze del 20 % per coperture con isolamento termico. 
In tutte le configurazioni di posa (mono e doppio strato) i fogli devono essere posati sul supporto in modo da rispettare i seguenti accorgimenti:
con coperture aventi pendenze sub-orizzontali (fino al 5 %) o leggermente inclinate (≤ al 10 %), la direzione di posa dei teli può essere tenuta sia trasversale che longitudinale alla pendenza P, comunque preferibilmente la stesura dei teli impermeabilizzanti deve sempre iniziare dal punto più basso (in prossimità del bocchettone di scarico) e procedere poi verso l’alto srotolando la membrana lungo il piano di posa in modo da realizzare le sovrapposizioni in contropendenza, a “tegola”;
per configurazioni a doppio strato il secondo strato (strato superiore) dovrà essere posizionato longitudinalmente rispetto al primo strato, con sfasamento delle sormonte tra il primo e il secondo strato e con larghezza dello sfasamento più ampia della larghezza della sormonta. 
i teli devono essere sfalsati in direzione longitudinale o a scalare, in modo da evitare che le linee di congiunzione delle teste dei teli risultino parallele tra di loro (creando così un’unica linea giuntata pari a tutta la larghezza della copertura da impermeabilizzare);
i teli devono essere posizionati in modo da avere una sovrapposizione laterale di almeno 10 cm e di testa di almeno 15 cm;
gli angoli sono tagliati a 45° sulla testa della membrana e per tutta la larghezza della sovrapposizione di testa, allo scopo di ottenere un sormonto perfettamente chiuso, con tenuta anche in caso di movimento; 
i sormonti di testa della membrana con autoprotezione minerale devono essere eseguiti riscaldando con attenzione la superficie autoprotetta interessata alla sovrapposizione fino al completo inglobamento dell’ardesia nella mescola per permettere un’adeguata adesione tra i fogli;
i rotoli di membrana devono essere preventivamente stesi sul piano di posa per controllarne l’opportuna sormonta tra fogli adiacenti e il corretto parallelismo tra telo e telo. Successivamente, per la posa definitiva, le membrane vanno riavvolte verso il centro per la metà della loro lunghezza partendo dalle testate opposte. Nel caso di posa a fiamma la stessa va rivolta inizialmente davanti al rotolo e poi sulla linea di tangenza tra rotolo e piano, provvedendo contemporaneamente all’avanzamento della membrana.
Per la realizzazione di una “copertura continua” impermeabile all’aria ed all’acqua, è indispensabile un’esecuzione ottimale della posa dei teli nelle zone di sovrapposizione (sormonte). Essa è realizzata mediante apporto di fiamma (sfiammatura) attraverso un bruciatore alimentato con gas propano. Per una corretta posa è fondamentale applicare un’adeguata pressione ai teli.
I risvolti verticali sono sempre realizzati in totale aderenza. Per evitare tensioni anomale nella membrana è consigliabile che gli angoli tra il piano orizzontale e quello verticale siano raccordati con la formazione di una “guscia” in cemento o prefabbricata, di sezione circolare o triangolare e di idoneo materiale (legno, lana di roccia). 
Nel caso si scelga la posa senza “guscia” di raccordo, oltre alle prescrizioni descritte è consigliabile l’aggiunta di un’ulteriore striscia di raccordo per rafforzare la zona e creare le condizioni di una maggiore modellabilità delle membrane costituenti il risvolto.
La quota dei risvolti verticali deve essere adeguata alla destinazione d’uso della copertura e comunque dovrà prevedere un’altezza sempre superiore al piano finito della pavimentazione con altezze variabili a seconda delle finiture superficiali, comunque mai inferiori alle quote minime descritte sul codice di pratica. Fino a questa quota tra l’altro il risvolto dovrà rimanere sempre in doppio strato, anche in caso di finitura monostrato della copertura, e il completamento oltre a questi punti si potrà proseguire con foglio monostrato.
In qualsiasi caso i risvolti verticali non devono mai essere realizzati direttamente con i teli provenienti dal piano con soluzione di continuità fino alla sommità dello stesso. I verticali dovranno essere sempre realizzati separatamene, con porzioni di telo tagliate in senso trasversale alla lunghezza del telo con sezioni che possono variare da 100 a 250 cm a seconda del numero degli operatori che eseguiranno il dettaglio.
Come ulteriore prescrizione obbligatoria, dovrà essere sempre prevista un’opera di lattoneria (o opportuni alloggiamenti murali) a coronamento di qualsiasi tipo di finitura verticale. Mai il risvolto a tenuta dovrà essere deputato alla totale adesione della membrana sul supporto, privo di un elemento di finitura.
Nella realizzazione dei canali di gronda o nelle terminazioni, la membrana impermeabile dovrà rivestire interamente il canale di gronda e la testa del telo impermeabile deve essere protetto tramite una scossalina metallica. Per le grondaie, la membrana impermeabile deve essere risvoltata all’interno della parte superiore della grondaia ancorata alla falda del tetto, in modo da favorire l’immediato deflusso dell’acqua piovana.